Non c'è trucco, non c'è inganno: il computer recentemente presentato al
CeBit di Hannover può essere davvero controllato con la sola forza del
pensiero.
Lo strabiliante dispositivo è stato messo a punto dai ricercatori del
Fraunhofer Institute di Berlino in collaborazione con i colleghi della
Berlin Humboldt University ed è destinato a rivoluzionare i rapporti tra
uomo e tecnologia.
Grazie a questo sofisticato apparecchio è infatti possibile far apparire
sullo schermo di un Pc delle righe di testo, muovendo un cursore
controllato con la mente.
Pensieri e parole.
L'utilizzatore indossa uno speciale casco foderato con decine di sensori
in grado di misurare l'attività elettrica del cervello, e sposta il
cursore sul video semplicemente pensando di muovere il braccio destro o
sinistro.
Secondo Gabriel Curio, uno dei ricercatori che hanno partecipato al
progetto, 20 minuti di addestramento sono più che sufficienti per poter
iniziare a utilizzare la macchina da scrivere mentale con disinvoltura.
Il dispositivo, grazie a uno speciale algoritmo di controllo, è infatti
in grado di riconoscere con rapidità l'attività elettrica della
corteccia cerebrale, cioè di quella zona del cervello dove hanno origine
i movimenti.
Le applicazioni di questa nuova tecnologia sono numerose, e spaziano
dall'ambito medico, all'intrattenimento, alla sicurezza.
I ricercatori pensano infatti di sviluppare entro breve una versione
commerciale di questo apparecchio dedicata ai disabili che potranno così
interagire in modo semplice e rapido con Pc e altri dispositivi
elettronici, come protesi bioniche o sistemi per la comunicazione.
Cogito, ergo freno.
Non solo: il computer mentale, intercettando il segnale nervoso al
momento della sua formazione, offre qualche frazione di secondo di
vantaggio rispetto ai normali tempi di reazione di un individuo: è già
allo studio un sistema di ausilio alla guida capace di agire sui freni
della vettura nel momento stesso in cui il pilota avverte il pericolo, e
quindi molto prima che riesca a premere il pedale del freno.
Già nel passato erano stati messi a punto sistemi per il controllo
cerebrale di computer e altri apparecchi, ma si trattava di dispositivi
che dovevano essere collegati direttamente ai neuroni del paziente con
interventi chirurgici lunghi, complessi, e dall'esito spesso incerto.