Blasonario piemontese

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D


Daideri   conti di Châteauneuf
     
  Partito di rosso e di nero, al leone illeopardito, accompagnato da tre gigli, male ordinati, il tutto d’oro

Dalla Valle   marchesi di Bozzole (1745), Lu (1737), Mirabello (1637), Pomaro (1745); signori di Castelgrana, Mottagrana; consignori di Cuccaro, Giarole, Terruggia
     
  Inquartato, al 1° e al 4° d'argento all’aquila di nero, coronata d’oro; al 2° e 3° d’oro, fiancheggiato in palo di rosso, alla rotella d’azzurro carica di tre gigli d’oro, accompagnata in punta da due tortelli di rosso

Dalmazzo   conti di Forno; baroni di Garzegna; signori di Faraone, S. Defendente
     
  signori di S. Defendente: D’azzurro a tre stelle d’argento (alias: male ordinate) con il cuore di rosso, cucito in abisso
  baroni di Garzegna: Rombeggiato di rosso e d'argento, al palo d'azzurro
  signori di Faraone: Partito, al 1° di rosso, al leone d’oro tenente una torre d’argento; al 2° d’oro al capo di rosso

Dalmazzone   conti di Belvedere
     
  D'oro a tre pini, nutriti sulla pianura erbosa, al naturale, fruttati del campo

Dal Pozzo   principi di Cisterna d'Asti (1670) ; marchesi di Garessio (1643), Voghera (1612); conti di Barbaresco, Bonvicino, Briga, Diano, Neive, Perno, Ponderano, Romagnano, Viverone; baroni di Salerano; signori di Banchette, Camburzano, Ceretto, Cimena, Coggiola, Donelasco, Grinzane, Montecalvo, Olesi, Salussola, S. Germano, S. Marzano, Torrazza Coste, Vettignè; consignori di Altessano, Boione, Borriana, Borzone, Castellengo, Gattieras, Magnano, Pralormo, Reano, Ruffia, Strambinello, Tronzano, Valdengo
     
  Inquartato: al 1º e 4º, d'oro alla vera di pozzo di rosso sostenuto da due draghi di verde, affrontati, le code accollate di sotto; al 2º e 3º, d'oro all'aquila di nero, linguata, armata e coronata di rosso

Dal Pozzo   marchesi di Annone (1637)
     
  D’oro, al pozzo di rosso, sostenuto da due draghi di verde alati, affrontati con le code accollate sotto il pozzo

Dal Pozzo   conti di Castellino e S. Vincenzo
     
  D’oro, al pozzo di rosso, sostenuto da due draghi di verde alati, affrontati con le code accollate sotto il pozzo

Damas   marchesi di Banchette (1619); baroni di Salerano e Samone
     
  D'oro alla croce di rosso, ancorata

Damiano   marchesi di Saliceto (1757); conti di Priocca, Verduno; consignori di Castelletto Merli, Castellinaldo, Piobesi, Ponzano
     
  Di rosso alla stella di otto raggi d'oro, con il capo d'oro carico di un'aquila coronata, di nero

Dani   conti di Magnano, Villafranca
     
  D'azzurro, al daino d'argento slanciato verso una stella di sei raggi d'oro posta nel punto destro del capo

Danieli   consignori di Roccasparvera, Solere, Verzuolo, Villafranca
     
  ARMA IGNOTA

Danna   consignori di Usseglio
     
  D'argento mantellato d'azzurro, questo carico di due colombe del primo, con il capo d'oro all'aquila coronata, di nero

Davico   conti di Quittengo, Salabue; signori di Vezza
     
  Di rosso al palo d'argento accostato da due viti d'oro

David   conti di Serravalle
     
  D'oro alla vite di verde, sbarbicata, con due tralci passati e ripassati in croce di S. Andrea, e accostata da due basilischi al naturale, crestati e linguati di rosso

De Gregori   conti di Bauducchi, Marcorengo
     
  D'azzurro alla banda accompagnata da due stelle, il tutto d'oro, con il capo d'argento, carico di una fenice, al naturale

Del Carretto   (una delle famiglie marchionali di discendenza Aleramica, olim marchesi di Savona)

marchesi di Bagnasco (1532), Balestrino (1448), Bossolasco (1471), Camerano (1702), Carretto (sec. XII), Caselle (1679), Clavesana (1322), Dego (1434), Farigliano (1534), Finale (1268), Garessio (1639), Gorzegno (1224), Grana (1652), Lesegno (1657), Moncrivello (1700), Monforte e Novello (1448), Saliceto (1251), Torricella (1697), Verduno (1697), Zuccarello (sec. XIII); conti di Garlenda, Gorrino, Loreto, Millesimo; signori di Aquila, Arnasco, Barolo, Benevello, Bergolo, Bistagno, Borgomale, Bormida, Borzoli, Bosia, Bozzole, Bubbio, Cairo Montenotte, Calice, Camerana, Camo, Castelvero, Castino, Cengio, Ceretto, Denice, Gottasecca, Lequio, Lodisio, Mallere, Margarita, Massimino, Mioglia, Mombaldone, Mombasiglio, Mombercelli, Monesiglio, Murialdo, Pareto, Ponti, Prunetto, Retorto e Portanova, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Ruffia, Sala, S.ta Giulia, Sassello, Serralunga, Sessame, Sinio, Spigno, Strevi, Ticineto, Torre Bormida, Vseime, Volpiano; consignori di Arguello, Castelletto d'Erro, Castelletto Uzzone, Castellinaldo, Castellino Torinese, Ceva, Cocconato, Felizzano, Genola, Loazzolo, Mombarcaro, Montechiaro, Murisengo, Orsara, Ottiglio, Perlo, Priola, Quattordio, Roascio, Roccasterone, S. Stefano

     
  D'oro a cinque bande di rosso

Del Fango   consignori di Castellengo e Mottalciata
     
  D'azzurro alla banda d'argento orlata da due cordoni color terreo, accompagnata da due stelle (6) d'oro

Delfino   conti di Trivero; signori di Piazzo; consignori di Lavriano, Monteu da Po, S. Sebastiano
     
  D'azzurro al delfino al naturale sormontato da una stella d'argento

Della Chiesa   marchesi di Cinzano (1665); conti di Candiolo, Cervignasco, Isasca, Ponzano, Roddi, Stroppo, Tricerro, Trivero; baroni di Coarazze, Tarantasca; signori di Gerbola, Govone, Torrazza; consignori di Benevello, Cervere, Ceva, Cocconato, Costigliole, Montiglio, Ostana, Pralormo, Priocca, S. Michele, Serralunga, Tonengo
     
  D'argento alla chiesa di rosso, con il capo d'azzurro
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